Italian Journal of Wound Care http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc <p>L’<strong>Italian Journal of Wound Care</strong> è la rivista più autorevole sulla cura delle ulcere e il principale punto di riferimento della ricerca e dell’informazione clinica riguardanti la vitalità dei tessuti. Pubblicata trimestralmente, la rivista si rivolge ad un pubblico internazionale che comprende infermieri, medici e ricercatori specializzati nella gestione delle ferite e nella vitalità dei tessuti, nonché medici generici che intendano migliorare la propria pratica.</p> <p>Oltre a pubblicare le ultime novità e la ricerca più all’avanguardia nel settore, l'<strong>Italian Journal of Wound Care</strong> tratta anche argomenti relativi alla formazione e alle nuove terapie. La ricerca è pubblicata sotto forma di articoli originali, ricerche applicate, e casi clinici. Tutti gli articoli sono rigorosamente sottoposti alla revisione paritaria compiuta da esperti internazionali, tra cui clinici, infermieri e ricercatori.</p> it-IT <p>Gli autori che pubblicano su questa rivista accettano le seguenti condizioni:</p> <ol> <li>gli autori mantengono i diritti sulla loro opera e cedono alla rivista il diritto di prima pubblicazione dell'opera, licenziata sotto una <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Creative Commons Attribution NonCommercial 4.0 International License</strong></a>&nbsp;(CC BY-NC 4.0) che permette ad altri di condividere l'opera indicando la paternità intellettuale e la prima pubblicazione su questa rivista.</li> <li>gli autori possono aderire ad altri accordi di licenza non esclusiva per la distribuzione della versione dell'opera pubblicata (es. depositarla in un archivio istituzionale o pubblicarla in una monografia), a patto di indicare che la prima pubblicazione è avvenuta su questa rivista.</li> <li>Gli autori possono diffondere la loro opera online (es. in repository istituzionali o nel loro sito web) prima e durante il processo di submission, poichè può portare a scambi produttivi e aumentare le citazioni dell'opera pubblicata (Vedi <a href="http://opcit.eprints.org/oacitation-biblio.html">The Effect of Open Access</a>).</li> </ol> francesca.baccino@pagepress.org (Francesca Baccino) tiziano.taccini@pagepress.org (Tiziano Taccini) gio, 27 set 2018 14:00:29 +0200 OJS 3.1.1.2 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 Inserimento del podologo e implementazione del percorso diagnostico terapeutico assistenziale del piede diabetico nell'area di Cesena/Insertion of podiatrist and implementation of the diagnostic and therapeutic care path for the diabetic foot in Cesena http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/30 <p>I progressi nella cura della malattia diabetica hanno portato a un allungamento dell’aspettativa di vita dei diabetici. I problemi principali sono legati alle complicanze croniche del diabete sia microangiopatiche sia macroangiopatiche; in particolare, il piede diabetico sta assumendo un ruolo rilevante, poiché si stima che il 15% dei pazienti diabetici andrà incontro nella vita a un’ulcera agli arti inferiori. Inoltre, su 100 diabetici, circa 84 hanno avuto come causa di amputazione un’ulcera cronica aggravatasi nel tempo. Questo lavoro nasce dalla necessità di definire un percorso condiviso nell’AUSL di Cesena che prevede la fase di prevenzione e cura dell’aspetto podologico della malattia diabetica, basato sulle ultime linee guida internazionali. Il Podologo, infatti, pur essendo una figura professionale di recente istituzione, è un operatore sanitario che si occupa non solo di diabete ma anche di tutte le altre affezioni a carico del piede. In diverse realtà diabetologiche italiane è già inserito a pieno regime; a Cesena, nonostante sia presente dal 2012, non è mai stato strutturato nel percorso diagnostico terapeutico assistenziale del piede diabetico.</p> <p>Advances in the treatment of diabetic disease have led to an increase in the life expectancy of diabetics. The main problems are related to chronic complications of both microangiopathic and macroangiopathic diabetes; in particular, the diabetic foot is assuming an important role, since it is estimated that 15% of diabetic patients will experience a lower limb ulcer in life. Furthermore, out of 100 diabetics, about 84 had a chronic ulcer aggravated over time as a cause of amputation. This work stems from the need to define a shared path in the AUSL of Cesena that provides for the prevention and treatment of the podiatry aspect of diabetic disease, based on the latest international guidelines. The Podiatrist, in fact, despite being a newly established professional figure, is a health worker who deals not only with diabetes but also with all the other diseases affecting the foot. In several Italian diabetological realities it is already in full swing, in Cesena despite being present since 2012, it has never been integrated into the diabetic foot diagnostic and therapeutic care path.</p> Giulia Casadei, Costanza Santini, Giovanni Calbucci ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/30 gio, 27 set 2018 12:39:30 +0200 Conversation Map™: strumento per l’educazione del caregiver sulla prevenzione delle lesioni da pressione/Conversation Map™: a tool for the education of the caregiver on the prevention of pressure ulcers http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/36 <p>Lo sviluppo di Lesioni da Pressione (LdP) rappresenta un evento molto frequente ma potenzialmente prevenibile; tuttavia, avere una fotografia reale del fenomeno è molto difficile. Le stime variano in rapporto al setting assistenziale considerato: nei reparti per acuti l’incidenza varia dallo 0,4 al 38%, nelle residenze sanitarie assistenziali dal 2,2 al 23,9%, mentre nell’ambito domiciliare dallo 0 al 17%. Si valuta che negli USA sia una condizione che colpisce circa 1,5-3 milioni di persone, comportando una spesa sanitaria annua di circa 5 miliardi di dollari, da 1.4 a 2.1 miliardi di sterline nel Regno Unito e 1 miliardo di euro in Italia, pari al 4% dei costi totali del Sistema Sanitario Nazionale. Partendo dai dati epidemiologici si è voluto indagare se i caregivers delle persone assistite a rischio di LdP conoscano le strategie idonee a prevenire questo tipo di lesioni cutanee. Quindi, con la somministrazione di un questionario di 23 domande a 60 caregivers si è voluto valutare il bisogno o meno di una conoscenza sulla prevenzione delle lesioni da pressione. Lo studio ha rivelato che 83,3% degli intervistati non ha ricevuto informazioni né su cosa siano le LdP né su come si sviluppano; di poco inferiore la percentuale riguardante le informazioni sulla prevenzione di LdP. Si è voluto trovare, quindi, una risposta a questo bisogno di informazione, sviluppando una Conversation Map™, da proporre come strumento per l’educazione dei caregivers alla prevenzione delle LdP. La Conversation Map™, creata da Healthy Interactions Inc., è uno strumento didattico unico e speciale, perché favorisce la partecipazione della persona assistita o dei caregivers in un momento didattico sia verbale che visivo. Nella mappa, che ha il setting di un campo d’atletica, vengono toccati i punti principali della prevenzione delle lesioni: cura della cute, cambi di postura, presidi antidecubito, alimentazione e le medicazioni come prevenzione. Vengono spiegate le definizioni di LdP e di LdP di 1° stadio oltre che i principali fattori che concorrono alla formazione delle LdP, la scala di Braden e l’indice di Norton.</p> <p>The development of Pressure Ulcers (PU) is a very frequent, but potentially preventable, event; however having a real time picture of the phenomenon is very difficult. The estimates vary depending on the considered care setting: in the acute care wards the incidence varies between 0,4 and 38%, in the Extended Care Unit between 2,2 and 23,9%, while in the home-care setting between 0 and 17%. It is estimated that in the US it’s a condition that affects around 1,5-3 million of persons, involving a healthcare expenditures of around 5 billion of dollars per year, between 1.4 and 2.1 billion of pounds in the UK and 1 billion euros in Italy; equal to the 4% of the total costs of the National Health System. Starting from epidemiological data, it has been investigated if the caregivers of the assisted persons with PU risk know the appropriate strategies to prevent this type of skin lesions. Therefore, in order to evaluate the need of knowledge on the prevention of Pressure Ulcers, a questionnaire with 23 questions was administered to 60 caregivers. The study revealed that 83,3% of those interviewed haven’t received any information on what the PU are or on how they develop, slightly less the percentage about the information on the PU prevention. The aim was to find an answer to this need of information by developing a Conversation Map™, to propose as a tool for the education of the caregivers on the prevention of PU. The Conversation Map™, created by Healthy Interactions Inc., is a unique and special teaching tool: it encourages the participation of the assisted person or the caregivers in an educational moment that is both verbal and visual. In the map, that has the setting of a track and field stadium, the main points of the Pressure Ulcers prevention are covered: skin care, posture changes, anti-bedsores surfaces, nutrition and dressing as prevention. The definitions of PU and 1st stage PU are explained, in addition to the main factors that concur to the PU development, the Braden scale and the Norton index.</p> Alessandra Chiossi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/36 gio, 27 set 2018 13:50:53 +0200 Ossigenoterapia iperbarica e terapia a pressione negativa nel trattamento delle lesioni difficili/Hyperbaric oxygen therapy and negative pressure wound therapy in the treatment of non-healing wounds http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/34 <p>Lo scopo di questo articolo è valutare i risultati ottenibili trattando lesioni difficili attraverso la combinazione di ossigenoterapia iperbarica (OTI) e terapia a pressione negativa (TPN). Individuare le modalità con cui queste possano agire in sinergia coadiuvandosi, al fine di ottimizzare la rigenerazione dei tessuti e favorire la guarigione come qualità e tempi più brevi. Sono stati presi in analisi i dati di tre pazienti trattati presso il Centro Iperbarico di Ravenna che presentavano ferite agli arti inferiori aperte da più di sei settimane. È stato eseguito l’<em>assessment</em> iniziale della ferita e applicato un approccio multi terapeutico OTI e TPN per un periodo compreso tra 3-6 settimane. I pazienti presi in analisi sono giunti a guarigione completa entro 10 settimane di trattamento rispetto alla media di presa in carico per 28 settimane degli altri pazienti trattati presso la stessa struttura (dato reale) e alla media di 12 settimane previste nelle linee guida (<em>benchmark</em>). Le due terapie associate hanno prodotto un esito positivo che avrebbe richiesto tempi e costi maggiori se fossero state utilizzate singolarmente.</p> <p>The purpose of this work is the evaluation of the results obtaineble by treating hard to heal wounds with the combination of Hyperbaric Oxygen Therapy (HBOT) and Negative Wound Pressure Therapy (NWPT). Identify how HBOT and NWPT can act in synergy, in order to optimize tissue regeneration and promote a good quality healing and in shorter time. The study analyzes data of three patients affected, for more than six week, by lower limb wounds and treated at the Hyperbaric Center of Ravenna. The initial wound assessment was performed and a multi-therapeutic approach, HBOT and NWPT, was applied over a period of 3-6 weeks. The patients underwent to a complete healing after a maximum of 10 weeks of treatment compared to the 28-weeks average of other patients treated at the same facility (real data) and the 12-weeks average expected in the guidelines (benchmark).The combination of the two therapies, has led to a positive result saving time and money; the individual use of them would have required more time and costs.</p> Chiara Bissoni, Klarida Hoxha, Alessandro Scalise, Pasquale Longobardi ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/34 gio, 27 set 2018 14:37:35 +0200