http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/issue/feed Italian Journal of Wound Care 2018-09-22T16:53:38+02:00 Francesca Baccino francesca.baccino@pagepress.org Open Journal Systems <p>L’<strong>Italian Journal of Wound Care</strong> è la rivista più autorevole sulla cura delle ulcere e il principale punto di riferimento della ricerca e dell’informazione clinica riguardanti la vitalità dei tessuti. Pubblicata trimestralmente, la rivista si rivolge ad un pubblico internazionale che comprende infermieri, medici e ricercatori specializzati nella gestione delle ferite e nella vitalità dei tessuti, nonché medici generici che intendano migliorare la propria pratica.</p> <p>Oltre a pubblicare le ultime novità e la ricerca più all’avanguardia nel settore, l'<strong>Italian Journal of Wound Care</strong> tratta anche argomenti relativi alla formazione e alle nuove terapie. La ricerca è pubblicata sotto forma di articoli originali, ricerche applicate, e casi clinici. Tutti gli articoli sono rigorosamente sottoposti alla revisione paritaria compiuta da esperti internazionali, tra cui clinici, infermieri e ricercatori.</p> http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/32 Gare di appalto per le matrici acellulari dermiche: proposta per l’individuazione di score di qualità 2018-09-22T16:53:34+02:00 Cristina Magnoni magnoni.cristina@gmail.com Fernando Campitiello Ferdinando.campitiello@unina2.it Giovanni Papa giovanni.papa@aots.sanita.fvg.it Alessandro Scalise Alessandro.Scalise@ospedaliriuniti.marche.it Corrado Durante ciemmedi@gmail.com Francesco Petrella dottpetrella@gmail.com <p>Not available.</p> 2018-07-18T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/22 Health literacy, empowerment e comunicazione nel wound care 2018-09-22T16:53:37+02:00 Giuseppe Nebbioso giuseppe.nebbioso@gmail.com Viviana Nebbioso giuseppe.nebbioso@gmail.com Carmela Orefice giuseppe.nebbioso@gmail.com Francesco Petrella giuseppe.nebbioso@gmail.com Ciro Falasconi c.falasconi@tin.it <p>Not available.</p> 2018-06-22T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/21 Antisettici e controllo della carica batterica nelle ulcere venose 2018-09-22T16:53:38+02:00 Giuseppe Nebbioso giuseppe.nebbioso@gmail.com Ciro Falasconi c.falasconi@tin.it Viviana Nebbioso giuseppe.nebbioso@gmail.com Francesco Petrella dottpetrella@gmail.com <p>L’insorgenza di infezione su una lesione cutanea cronica determina un arresto del processo di riparazione tessutale e impone l’instaurazione di una terapia antibiotica sistemica che, in una fase iniziale, sarà empirica e, dunque, non scevra di insuccessi. L’utilizzo di antimicrobici con ridotto potere citotossoco/istiolesivo può essere considerata, in molti casi, una valida alternativa per il controllo della carica batterica e dell’infezione locale. L’associazione di antimicrobici a base di poliesanide biguanide, betaina e cadexomero iodico, in molti casi, permette di controllare/ridurre la carica batterica e l’infezione locale fungendo da starter per la ripresa del processo di riparazione tessutale.</p> 2018-06-22T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/27 Lo sguardo oltre…un percorso avviato in ASL TO4 per il trattamento delle lesioni cutanee croniche 2018-09-22T16:53:35+02:00 Romina Corgiat-Loia corgiatloia.romina@gmail.com Lucia Pavignano corgiatloia.romina@gmail.com Marcella Vargiu corgiatloia.romina@gmail.com Laura Perono Minino corgiatloia.romina@gmail.com Giovanna Capace corgiatloia.romina@gmail.com Fabrizia Cogo corgiatloia.romina@gmail.com Lucia Carlino corgiatloia.romina@gmail.com Chiara Mangolini corgiatloia.romina@gmail.com Marzia Soave corgiatloia.romina@gmail.com Eraldo Personettaz corgiatloia.romina@gmail.com Enrica Bertotti corgiatloia.romina@gmail.com Fabrizio Aprà corgiatloia.romina@gmail.com Carla Varola corgiatloia.romina@gmail.com Cristina Amato corgiatloia.romina@gmail.com Eleonora Aloi corgiatloia.romina@gmail.com <p>Le lesioni cutanee croniche (LCC) sono una problematica diffusa che impatta fortemente sulla vita delle persone colpite, ma se vengono gestite da gruppi multiprofessionali dedicati alla vulnologia l’assistenza viene ottimizzata e gli esiti clinici migliorano. Nell’ASL TO4, azienda sanitaria piemontese, è stato formalizzato con delibera del Direttore Generale un gruppo di esperti vulnologi denominato <em>Rete Aziendale per il trattamento delle lesioni cutanee croniche</em> il cui principale obiettivo è uniformare i percorsi diagnostici-assistenziali nell’Asl TO4 su prevenzione e cura delle LCC. Nel 2016 l’attività svolta dal gruppo negli ospedali e nei distretti attraverso le consulenze vulnologiche da un lato e con le prestazioni erogate negli ambulatori dall’altro ha preso in carico 504 pazienti; nello stesso periodo il team ha ideato e gestito 4 corsi di formazione su prevenzione e cura delle lesioni da decubito rivolto a dipendenti e Medici di Medicina Generale operanti sul territorio dell’ASL TO4.</p> 2018-06-25T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement## http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/24 Utilizzo di staminali da tessuto adiposo nelle lesioni cutanee croniche: esperienza clinica 2018-09-22T16:53:36+02:00 Fabrizio Moffa fabrizio.moffa@fastwebnet.it Alberico Balbiano da Colcavagno fabrizio.moffa@fastwebnet.it Elia Ricci fabrizio.moffa@fastwebnet.it <p>La guarigione di una ferita cronica è un processo articolato e complesso, che richiede una visione clinica globale del paziente. Tuttavia, il trattamento locale del letto della ferita riveste un’importanza fondamentale. Sempre più ormai si parla di <em>medicina rigenerativa di tipo induttivo</em> come mezzo per stimolare le cellule senescenti all’interno di una lesione cutanea cronica, in particolare mediante l’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali. Il tessuto adiposo autologo rappresenta una fonte di cellule staminali e la tecnologia Lipogems<sup>®</sup> ne rende possibile la sua applicazione clinica. In questo studio vengono analizzati i risultati ottenuti con tale metodica che, seppur con i limiti di un numero ancora non consistente di pazienti, sono comunque incoraggianti nel proseguire lungo questa strada, considerata da molti come l’ultima frontiera nel wound care.</p> 2018-06-22T00:00:00+02:00 ##submission.copyrightStatement##