http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/issue/feed Italian Journal of Wound Care 2019-06-19T23:53:04+02:00 Francesca Baccino francesca.baccino@pagepress.org Open Journal Systems <p>L’<strong>Italian Journal of Wound Care</strong> è la rivista più autorevole sulla cura delle ulcere e il principale punto di riferimento della ricerca e dell’informazione clinica riguardanti la vitalità dei tessuti. Pubblicata trimestralmente, la rivista si rivolge ad un pubblico internazionale che comprende infermieri, medici e ricercatori specializzati nella gestione delle ferite e nella vitalità dei tessuti, nonché medici generici che intendano migliorare la propria pratica.</p> <p>La rivista non richiede agli Autori il pagamento dell'Article Processing Charge in quanto sostenuta da fondi istituzionali.</p> <p>Oltre a pubblicare le ultime novità e la ricerca più all’avanguardia nel settore, l'<strong>Italian Journal of Wound Care</strong> tratta anche argomenti relativi alla formazione e alle nuove terapie. La ricerca è pubblicata sotto forma di articoli originali, ricerche applicate, e casi clinici. Tutti gli articoli sono rigorosamente sottoposti alla revisione paritaria compiuta da esperti internazionali, tra cui clinici, infermieri e ricercatori.<br><br><img src="/public/site/images/mikimos/AIUC5x1000.jpg"></p> http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/46 La membrana L-PRF e suoi derivati utili nella chirurgia del wound care/The L-PRF membrane and its derivatives useful in wound care surgery 2019-06-19T23:53:04+02:00 Alessandro Crisci alessandrocrisci@libero.it Carmela Rescigno alessandrocrisci@libero.it Michela Crisci alessandrocrisci@libero.it <p>Il crescente settore multidisciplinare dell’ingegneria tissutale mira a rigenerare, migliorare o sostituire in modo prevedibile i tessuti danneggiati o mancanti per una varietà di condizioni causate da traumi, malattie e vecchiaia. Per garantire che i metodi per l’ingegneria tissutale siano ampiamente applicabili in ambito clinico, è necessario modificarli in modo da renderli prontamente disponibili e relativamente facili da usare nella routine clinica quotidiana. Pertanto, i passaggi tra la preparazione e l’applicazione devono essere ridotti al minimo e ottimizzati per renderli pratici e l’implementazione realistica. L’obiettivo generale di sviluppare concentrati piastrinici di origine naturale può essere prodotto <em>vicino</em> al paziente e accelerare il processo di impianto essendo finanziariamente realistico per il paziente e per il sistema sanitario. La fibrina ricca di piastrine (PRF) e i suoi derivati sono stati utilizzati in un’ampia varietà di campi medici per la rigenerazione dei tessuti molli. In conclusione, i risultati della presente revisione sistematica evidenziano gli effetti positivi del PRF sulla guarigione delle ferite dopo terapia rigenerativa per la gestione di vari difetti dei tessuti molli riscontrabili nel <em>wound care</em>.</p> <p>Growing multidisciplinary field of tissue engineering aims to regenerate, improve or replace predictably damaged or missing tissues for a variety of conditions caused by trauma, disease and old age. To ensure that tissue engineering methods are widely applicable in the clinical setting, it is necessary to modify them in such a way that they are readily available and relatively easy to use in daily clinical routine. Therefore, the steps between preparation and application must be minimized and optimized to make them realistic implementation. General objective of developing platelet concentrates of natural origin can be produced <em>close</em> to the patient and accelerate the implantation process, being financially realistic for the patient and the health system. Fibrin rich in platelets and leukocytes (PRF) and its derivatives have been used in a wide variety of medical fields for soft tissue regeneration. In conclusion, the results of this systematic review highlight the positive effects of PRF on wound healing after regenerative therapy for the management of various soft tissue defects found in wound care.</p> 2019-02-04T11:23:13+01:00 ##submission.copyrightStatement## http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/43 La gestione del dolore procedurale nelle lesioni maligne fungiformi del distretto cervico-facciale/The management of procedural pain in the fungating malignant wounds of the cervical and facial area 2019-06-19T23:53:03+02:00 Antonino Lombardo alombardo@cittadellasalute.to.it Francesco Stivala francesco_stivala@libero.it Loredana Reina francesco_stivala@libero.it Enrica Fontana francesco_stivala@libero.it Rosalia Altini francesco_stivala@libero.it Silvia Valzan francesco_stivala@libero.it Gloria Montanari francesco_stivala@libero.it Maria T. Arnaud francesco_stivala@libero.it Andrea Todisco francesco_stivala@libero.it Anna De Luca francesco_stivala@libero.it <p>Le lesioni maligne fungiformi (LMF) sono lesioni croniche definite come un’infiltrazione della cute da parte del tumore o delle metastasi. Le lesioni possono presentarsi come noduli sollevati simili ad un cavolfiore (proliferativo), come un’ulcera crateriforme (distruttivo) o una combinazione di entrambe. Le LMF sono spesso associate a diversi segni, più comunemente cattivo odore, essudato, sanguinamento, dolore lesione-correlato, slought/necrosi, infezione e prurito. In più le lesioni interessanti il distretto cervico-facciale espongono il paziente a problemi psicologici e sociali. Perciò i pazienti con LMF richiedono cure palliative e una corretta gestione della lesione, non solo per il controllo dei sintomi fisici lesione correlati, ma anche per la risoluzione dei problemi psicosociali. È stato effettuato uno studio osservazionale presso la S.C. ORL U, Presidio Ospedaliero Molinette. Dal 1 gennaio 2016 al 31 maggio 2017 sono stati osservati un totale di 18 pazienti, di cui 12 uomini e 6 donne, affetti da LMF. Il dolore è stato valutato con una Scala di valutazione validata Numerical Rating Scale, con range da 0 a 10, dove zero corrisponde ad assenza di dolore e dieci al massimo del dolore immaginabile. L’obiettivo dello studio è stato quello di Valutare l’entità del dolore percepito dai pazienti durante il cambio della medicazione, includendo le fasi di: rimozione, detersione, debridment, cura della cute perilesionale, applicazione, chiusura e fissaggio. Rimozione: media dolore 2,3 DS±1. Detersione: media dolore 3,4 DS±2. Debridment: media dolore 3,4 DS±2. Confezionamento e Fissaggio: media dolore 5,3 DS±4. Alla luce dei risultati emersi, si evidenzia la necessità di un miglior controllo del dolore correlato alla medicazione. A tale scopo si è costituito un gruppo multidisciplinare. Il gruppo di lavoro ha elaborato appropriati schemi terapeutici differenziati in relazione al dolore basale e alla presenza o meno di terapia di supporto per la malattia oncologica di base. Gli schemi terapeutici elaborati verranno sperimentati sul campo al fine di valutarne l’efficacia sulla gestione del dolore procedurale.</p> <p>Fungating malignant wounds (FMW) are chronic wounds defined as a skin infiltration by the tumor or metastases. They may be present as raised nodules similar to a cauliflower (proliferative), as a crateriform ulcer (destructive) or a combination of both. The FMW are often associated with different signs, most commonly odor, exudate, bleeding, related wound pain, slough/necrosis, infection and pruritus. In addition the wounds of the cervico-facial district expose the patient to psychological and social problems. Therefore patients with FMW require palliative care and proper management of the wound, not only for the control of wound-related physical symptoms, but also for the resolution of psychosocial problems. From January 1, 2016 to May 31, 2017, a total of 18 patients were observed, including 12 men and 6 women with FMW. Pain was assessed with a validated Numerical Rating Scale, with a range from 0 to 10, where 0 corresponds to the absence of pain and 10 to the maximum of imaginable pain. To evaluate the amount of pain perceived by patients during dressing changes, including the steps of Removal, Cleansing, Debridment, Perilesional skin care, Dressing application, closure and fixation. Removal: average pain 2,3 DS±1. Cleansing: average pain 3,4 DS±2. Debridment: average pain 3,4 DS±2. Dressing Application and Fixation: average pain 5,3 DS±1. In the light of the results, there is a need for better dressing related pain control. For this purpose a multidisciplinary group was formed. The working group developed appropriate therapeutic patterns differentiated in relation to the pain before the intervention and the presence or absence of supportive therapy for the underlying oncological disease. These therapeutic schemes will be tested in practice in order to evaluate their effectiveness on the management of procedural pain.</p> 2019-02-05T15:19:23+01:00 ##submission.copyrightStatement## http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/37 Il coaching nel wound care. L'infermiere specialista in wound care, facilitatore nella gestione delle ferite cutanee tra ospedale e territorio nell'Azienda AUSL di Bologna: una proposta progettuale/Coaching in wound care. The wound care specialist nurse, facilitator for the management of skin lesions between hospital and territory in the Bologna Local Health Authority: a research project 2019-06-19T23:53:01+02:00 Rossana Quatrini rossanaquattrini@libero.it <p>Questo progetto nasce con l’idea di elaborare una strategia organizzativa/professionale che possa favorire un’omogeneizzazione dei comportamenti dei professionisti sanitari, determinando una riduzione dei costi in termini di risparmio di risorse umane ed economiche, ma soprattutto favorire un miglioramento della qualità di vita dei soggetti portatori di lesioni cutanee. Le lesioni cutanee, ma soprattutto le ferite di difficile guarigione, si caratterizzano per una lunga durata e un’elevata incidenza di complicanze, che spesso si traducono in un considerevole onere economico. L’infermiere Specialista <em>Wound Care</em>, collaborando attivamente con i professionisti sanitari attraverso attività di consulenza, formazione <em>on work</em>, supervisione dei processi operativi, si pone come un’importante figura di riferimento in termini di miglioramento degli obiettivi di cura, nonché degli esiti di cura. Il progetto, di dimensioni Aziendali, si sviluppa in <em>setting</em> assistenziali specifici Ospedale-Territorio e lo Specialista <em>Wound Care</em> opera in collaborazione con gli infermieri di quei <em>setting</em> attraverso una metodologia di <em>Coaching</em>.</p> <p>The aim of this is project is the development of an organizational/professional strategy that can help the homogenization of the behavior of healthcare professionals, determining a reduction of human resources and costs, but above all promoting an improvement of the quality of life of people with skin lesions. Some skin wounds are characterized by a long duration and a high incidence of complications, which often result in considerable economic expenses. The Wound Care Specialist Nurse, in collaboration with healthcare professionals by consultancy, training and supervision of operational processes, is an important reference for the improvement of the care and the treatment goals and outcomes. The project involves Hospital/Health Care Home and the Wound Care Specialist that works in collaboration with the nurses of the area.</p> 2019-03-26T14:54:37+01:00 ##submission.copyrightStatement## http://woundcarejournal.it/index.php/ijwc/article/view/38 Il problem-based learning come metodologia di aggiornamento degli infermieri: esperienza nelle realtà dei gruppi ristretti di una residenza protetta per anziani/Problem-based learning as a training methodology for nurses: experience in small groups in a retirement home 2019-06-19T23:53:02+02:00 Sara Mattioli sara.mattioli85@gmail.com <p>L’adulto è visto come un essere che continua ad apprendere. Il modo in cui esso apprende è descritto nell’andragogia, di cui il massimo esponente è Malcom Knowles. Nel modello andragogico risulta centrale il ruolo che riveste l’esperienza dell’adulto nel modo di apprendere e di questo contesto fanno parte gli esercizi del <em>problem solving</em>. Negli anni ’60, il neurologo Barrows inizia a introdurre la metodologia del <em>problem-based learning</em> nelle sue lezioni, proponendo una metodologia di apprendimento basata sulla risoluzione di un problema, reale o realistico, da parte dei discenti che, collaborando tra loro, cercano di dargli una soluzione, in modo che le nozioni apprese possano essere applicate alla realtà lavorativa quotidiana. Questa metodologia è stata applicata a un piccolo gruppo di dieci infermieri di una residenza protetta per anziani, riguardo alla cura delle lesioni che maggiormente si trovano a trattare nella loro realtà, al fine di vedere concretamente se potesse essere uno strumento valido da proporre come corso di aggiornamento, in alternativa agli attuali corsi in plenaria. È stato somministrato loro un questionario di 10 domande, a risposta multipla, relativo alla pratica delle medicazioni di tre tipologie di lesioni: lesioni da pressione, <em>skin tears</em> e lesioni venose. Questo è stato somministrato all’inizio e al termine del lavoro di gruppo, svolto su tre casi reali di lesioni e sono stati messi a confronto i risultati. I risultati ottenuti sono stati soddisfacenti, gli infermieri hanno dimostrato di avere imparato nuove nozioni e corretto quelle errate: si passa da un 61% di risposte corrette nel test iniziale a un 97% in quello finale. Il lavoro è stato apprezzato anche dagli stessi infermieri che lo hanno svolto, si sono sentiti coinvolti e hanno partecipato attivamente e con attenzione al corso. Questi aspetti positivi suggeriscono che si potrebbe adottare maggiormente questa metodologia applicandola ai corsi di diverse figure professionali (infermieri, medici, OSS, ecc.).</p> <p>The adult is seen as being who continues to learn. The way in which it learns is described in andragogy, whose leading exponent is Malcom Knowles. The role played by the adult’s experience in the way of learning is central in the androgical model and problemsolving exercises are part of this context. In the 1960’s the neurologist Barrows begins to introduce the methodology of problem-based learning in his lessons, by proposing a learning methodology based on the resolution of an issue, real or realistic, by learners. Learners had to cooperate with each other trying to find a solution and they would have applied those learned lessons to their working daily reality. This methodology was applied to a small group of ten nurses, who were working in a protected residence for the elderly, in order to verify, in a very concrete way, whether it could be considered as a valid instrument and proposed in the form of an updating course, as a possible alternative to the current plenary courses. The nurses were asked to answer a questionnaire based on ten multiple choice questions, concerning the practice of medication to three types of ulcers: pression ulcers, skin tears and venous ulcers. The questionnaire was administered at the beginning and end of group work carried out on three real cases of ulcers and the results were compared. The results obtained were satisfactory, nurses shown to have learned new knowledge and correct those incorrect: they have increased from 61% of correct answers in the initial test at the 97% by the end. The work was also appreciated by the nurses themselves because they felt involved and participated actively and carefully to the course. These positive aspects suggest that you could adopt this methodology by applying it to the various professional figures (nurses, doctors, socio healthcare workers, <em>etc</em>.).</p> 2019-03-22T15:09:25+01:00 ##submission.copyrightStatement##